Tumore al seno: togliere i Linfonodi Sentinella serve? L’importanza reale della ricerca del linfonodo sentinella

di Philippe Lagarde

Gli ultimi lavori scientifici e ricerche sulla catena linfonodale nel tumore al seno fanno pensare che l’importanza reale della ricerca sulla positività del linfonodo sentinella non sia fondata.
Ecco le prove:
1- FISHER (USA) ha dimostrato che i linfonodi, che trattengono facilmente i globuli rossi, lasciano passare altrettanto facilmente le cellule cancerose. Solo il 13% delle cellule tumorali iniettate nei canali afferenti vengono fermate dal linfonodo. (Cancer; 1967: 20: 1907-1913).
Spiegando in parole semplici, il linfonodo è un filtro. Durante la sperimentazione sono state iniettate delle cellule cancerose nei canali linfatici precedenti il linfonodo. Il linfonodo avrebbe dovuto “fermarle” e avrebbero dovuto prolificarsi all’interno dello stesso. Invece l’87% delle cellule cancerose ha superato il linfonodo e tramite il sangue è migrato nell’organismo.

2- D’altra parte i lavori sull’angiogenesi dimostrano che la disseminazione sanguigna è obbligatoriamente più precoce della disseminazione linfatica perchè l’angiogenesi linfatica non esiste. In parole semplici i tumori richiamano a sé il sangue per nutrirsi attraverso arterie e vene, a partire da 1 mm di diametro. Pertanto quando questo avviene, i canali linfatici non esistono ancora perchè si sviluppano molto più tardivamente.

3- il concetto di diffusione delle metastasi tramite il sangue è conosciuto da almeno 30 anni.

4- Lavori diversi e studi americani hanno dimostrato che il 70% dei prelievi di midollo osseo da un gruppo di donne operate alla mammella con linfonodo sentinella negativo è al contrario positivo; ciò conferma che queste cellule sono partite già prima dell’esistenza dei canali linfatici (dunque attraverso le arterie e le vene). Anche questo studio dimostra che l’affidabilità del linfonodo sentinella è nulla.

A partire da queste scoperte e relativi lavori nazionali, è evidente che il linfonodo sentinella non da sicurezza al fine di voler fare pronostici. La spiegazione è chiara (Philippe Vuillez Corpus Medical Faculté Medecine Grenoble Ottobre 2013).

Il Prof. Pouyard sostiene che “l’urgenza in oncologia è trattare le micro metastasi (invisibili) prima dell’intervento”.

Operare immediatamente è un errore fondamentale, da evitare indubbiamente.

Il Dr. Dominique Elias (Institut Gustave Roussy) durante la celebrazione del centenario della Société française du cancer à Bordeaux (Le Quotidien du médecin 2006) ha confermato questa evidenza.

La probabilità che il linfonodo ascellare venga invaso è essenzialmente dipendente dalla misura del tumore primitivo ma anche dalla sua istologia, dalla giovane età della paziente e dal grado nella classificazione di Scarff et Bloom:

  • 23% dei pazienti portatori di tumore T0 e T1 sono N+
  • 52% dei T2
  • 70% dei T3.

Possiamo dunque dedurre che quasi l’80% dei pazienti operati per un T1 avranno un’asportazione ascellare inutile poichè i risultati saranno negativi, ma più della metà (in particolare i G3) avranno una recidiva a distanza.

Juda Folkman Role of angiogenesis in metastasis. Oncology – vol. 29 supl. 16 2002 pag. 15-18

Bruce R. Zeher (Boston) Angiogenesis and Tumor Metastasis annale Rivista Medicale 1998 49.407-24

Lynphangiogenese est plus externe Vxl. hypertrophy et surtout plus tardifs

Méjean – Lebret Cascade Metastatique

Progres en urologie 2008 7, S156- S166

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Chi è il Dr. Lagarde

Philippe Lagarde è un rinomato medico specializzato in oncologia, conosciuto in tutto il mondo per le sue idee e tecniche innovative di applicazione delle cure per il cancro e dal suo immenso impegno sociale verso le persone affette dalla malattia.

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