Il cancro può essere trattato con terapie alternative?

di Philippe Lagarde

“Chi guarisce è colui che ha ragione.”

 IPPOCRATE

Chi può essere abbastanza pretenzioso e paranoico per affermare di poter guarire il cancro?

L’oncologia convenzionale, ottiene difficilmente più del 25% di vere guarigioni (remissioni per più di 25 anni). La medicina alternativa non guarisce il cancro. Alcuni tumori guariscono da soli con l’aiuto di un cambiamento di stile di vita e di pensiero.

I prodotti presentati come terapie “alternative”, il che sottintende “capaci di sostituire”, non possono in nessun caso rappresentare un trattamento specifico per il cancro. Io in qualità di oncologo,  ho sempre raccomandato “la convergenza” di tutte e due le medicine le quali possono portare beneficio al paziente.

La causa degli eccessi delle due medicine, accademica ed alternativa, è la stessa e sempre la stessa: l’interesse economico.

Dato che la medicina convenzionale in numerosi casi non ha ancora la soluzione, i malati ed i loro famigliari sono alla ricerca, giustamente, di uno scampo dalla via senza uscita nella quale si trovano intrappolati.

Alcune sostanze o terapie classificate come non convenzionali possono essere molto interessanti a livello del sostegno, del potenziamento o della protezione del malato di fronte alle terapie aggressive convenzionali. Oggi, questo, ha preso il nome di medicina integrata.

Perciò l’ideale è una convergenza tra i mezzi terapeutici e un’unificazione delle due medicine.

Tutte le medicine, a parte l’oncologia classica, che si appoggiano su basi scientifiche serie, che hanno avuto le loro prove nel tempo e che portano qualcosa di positivo al paziente, fanno parte della cosiddetta medicina integrata. Qualche esempio:


Gli enzimi del professor Max WOLF

Il ricercatore alla base del successo dell’enzimoterapia fu Max WOLF.

Fu lui a notare per primo che i malati di cancro avevano carenze di alcuni enzimi, cioè quelli chiamati idrolasi, che per essere attivati hanno bisogno di co-enzimi.

Si immerse nello studio delle idrolasi e ben presto si rese conto che il loro ruolo superava la loro attività anticancerosa.

Le idrolasi avevano qualitativamente e quantitativamente un influsso in tutte le patologie.

Max WOLF poté quindi affermare logicamente che l’assunzione di alcune idrolasi in quantità e qualità adeguate, costituiva una misura medica fondamentale per il riequilibrio delle perturbazioni della salute.

È presso il Biological Research Institute di New York che WOLF, appoggiato da Hélène BENITEZ, lavorò più di 10 anni sulle idrolasi.

Due associazioni di enzimi in particolare videro la luce: una piuttosto attiva sulle malattie infiammatorie, l’altra piuttosto efficace sulle malattie degenerative.

Vennero chiamati enzimi WOLF-BENITEZ, poi enzimi WOBE.

Oggi esistono ancora sotto il nome di WOBEMUGOS e WOBENZYM. Se gli enzimi non sono un toccasana, indubbiamente sono utili nel trattamento di tutte le patologie ed in particolare nel cancro.

Più condizioni devono essere rispettate:

  1. offrire all’organismo il più grande ventaglio possibile di enzimi,
  2. diversificare le origini degli enzimi.

Oggi come possiamo spiegare l’azione degli enzimi su diverse patologie ed in particolare sulla malattia cancerosa?

Principalmente con il potenziamento dell’azione delle difese immunitarie:

Ciò mostra tuttavia che non occorre aspettare un miracolo da questa terapia, solamente un aiuto interessante.

Oltre alla proprietà di potenziare le difese immunitarie dei malati di cancro, gli enzimi possono svolgere un’azione nella prevenzione di alcune complicazioni frequenti: edemi post-chirurgici o meno, trombosi, infezioni, herpes zoster.

Ma la loro qualità principale a mio parere è la loro capacità di potenziare alcune terapie come la chemioterapia, la radioterapia, l’immunoterapia e l’antibioterapia.

Esistono tre controindicazioni: la gravidanza, l’allergia e l’assunzione di anti-coagulanti.

I prodotti di buona qualità ancora disponibili in farmacia sono: Wobemugos e Phlogenzym (Germania), Extranase (Francia), Similase e Silyzym (Belgio), ecc.

La posologia dipende dal prodotto. Il prodotto meno concentrato è l’Extranase che verrà somministrato in 9 compresse al giorno per tre volte.


Il Viscum album di Rudolf STEINER

Si tratta del vischio, pianta parassita di alberi, terapia di base della medicina antroposofica.

L’antroposofia è una scienza dello spirito fondata da R. STEINER che permette di investigare i campi soprasensibili della realtà.  La terapia basata sulle diverse varietà di Viscum, nata da questa scuola, ha delle qualità .

Si utilizzano estratti di Viscum di alberi diversi: melo, pino, quercia in particolare. Queste diverse preparazioni sono disponibili a concentrazioni comprese tra st. 7 e st. 5.

I vari studi hanno mostrato che le diverse varietà di Viscum avevano due proprietà principali: citostatica e citotossica tramite i suoi composti, viscotossine e lettine.

Problema: per essere impiegabile in terapia anticancerosa, occorrerebbe somministrare dosi molto tossiche, troppo tossiche.

Alcuni praticano la Viscum terapia quasi sistematicamente nello scopo di stimolare le difese immunitarie quando ne hanno bisogno. Occorre non iniziare un trattamento con Viscum se le difese immunitarie sono molto basse perché il risultato potrebbe essere esattamente il contrario di quello che vi aspettavate.

Difese immunitarie troppo deboli corrono il rischio di crollare completamente. Nello stesso modo difese troppo eccitate sotto l’azione di Viscum rischiano la paralisi per eccesso.

Per questo motivo, è assolutamente necessario valutare lo stato del sistema immunitario prima di qualsiasi trattamento con Viscum.

Ciò è facilmente fattibile tramite la cancrometria di VERNES. Il coefficiente immunitario di Vernes deve imperativamente essere al di sopra di – 20 e al di sotto di +15.

Di fronte ad un sistema immunitario indebolito, il primo gesto di un terapeuta non deve essere di stimolare alla cieca, ma di ricaricare l’organismo del paziente in minerali assimilabili.

In effetti, il motore immunitario per funzionare ha bisogno innanzitutto di “benzina”: i minerali.

Senza di essa, il “motorino d’avviamento”, ovvero il Viscum, non riuscirà a fare partire il motore.

Infine, occorre non iniziare mai il trattamento con diluizioni alte. Cominciare quindi sempre con diluizioni basse ed aumento gradualmente fino a stabilire la diluizione ideale. Questa precauzione vi risparmierà una reazione allergica sempre possibile e talvolta forte, che può andare fino all’edema di QUINCKE.

La scelta del tipo di Viscum dipende dal sesso, dalla localizzazione della malattia e dall’età. Così il Viscum Mali (melo) è di solito riservato alle donne ed il Viscum Pini (pino) agli uomini.

Esistono cinque contro-indicazioni:

  • infezioni acute,
  • allergie al Viscum,
  • ipertiroidismo non bilanciato,
  • metastasi cerebrali,
  • i tre primi mesi di gravidanza.

Il Viscum album non è un trattamento che può avere un’azione diretta e specifica sul cancro. È utile per riequilibrare un sistema immunitario indebolito e probabilmente può svolgere un’azione interessante nella prevenzione del cancro.


I fisiatroni sintetici di Jean SOLOMIDÈS

Per chi non conosce la storia movimentata dei fisiatroni chiamati anche FS, ricorderemo che è stato Jean SOLOMIDÈS ad averli messi a punto.

I fisiatroni sintetici sono composti da sostanze in grado di modificare o solubilizzare le glicoproteine che circondano e proteggono la cellula cancerosa.

SOLOMIDÈS sosteneva pure che potevano attaccare e ledere la membrana stessa. Queste sostanze, anche se potrebbero avere un’azione favorevole sulle cellule maligne, hanno nella maggior parte dei casi grande difficoltà a raggiungere la loro vicinanza.

La maggior parte delle molecole scelte da SOLOMIDÈS avevano come scopo di creare un’azione di perossidazione a livello della membrana cellulare. Così aveva creato diversi tipi di farmaci. Alcuni di loro contenevano antimitotici o ormoni.

L’E.R.P. o etere-ossido-ricino-poliossietilenico estratto dall’olio di ricino e dal poliossietilene-glicol, svolge una tripla azione: la prima in quanto rappresenta il veicolo ideale per trasportare le sostanze scelte fino alle cellule maligne; la seconda in quanto è in grado, come un enzima, di lisare e disperdere lo strato di glicoproteine che circonda e protegge la membrana cellulare; la terza in quanto ha un’azione immunologica a livello dei linfociti B.

Infine, alcuni lavori in corso fanno pensare che ci sarebbe un’azione “reverse”, cioè che potrebbe, come la vitamina A ed i retinoidi, spingere la cellula a tornare allo stato normale (differenziazione).

Gli FS, anche se sicuramente non guariscono il cancro, hanno ottime qualità che possono aiutarci tantissimo in oncologia.

Possiedono un vero valore terapeutico in grado di potenziare le terapie anti-cancerose (chemioterapia, radioterapia, immunoterapia), di ridurre l’infiammazione e di conseguenza il dolore, ed infine, di agevolare la cicatrizzazione.

Questi farmaci possono essere usati durante i trattamenti di chemioterapia. Vengono iniettati tramite fleboclisi prima del passaggio dei prodotti di chemioterapia per potenziare questi ultimi.


I prodotti del professor BELJANSKI

Blejanski  scopre gli ARN “trasformanti” – che hanno un’azione sul DNA di alcuni virus e cellule – tra cui la transcriptasi inversa, gli ARN tumorigeni, amorceur, antivirali e gli RLB (dal 1967 al 1976). Crea l’oncotest.

Con gli RLB, BELJANSKI ha dimostrato una nozione essenziale, che rimane tuttora una strada maestra per i ricercatori:una molecola biologica può agire selettivamente a seconda del tipo di cellule.

Gli RLB stimolano le cellule ematopoietiche senza stimolare le cellule cancerose (REAL BUILD).

È probabile che esista un’azione protettiva sulle cellule sane – tramite estratti di Gingko biloba – durante chemioterapie o radioterapie.

Altri prodotti BELJANSKI provocherebbero:

  • un’inibizione specifica delle cellule cancerose,
  • un blocco della moltiplicazione dei virus,
  • un ripristino delle anomalie cellulari.

Ma i risultati in vitro e teorici e quelli ottenuti in vivo e clinici possono variare.

Oggi gli “integratori alimentari” sono oggetto di prove cliniche “promettenti” negli Stati Uniti.

La strategia ed i prodotti inventati da Mirko e Monique BELJANSKI sono interessanti e portatori di speranza.

I prodotti in vendita negli USA sono:

Estratto di PAO PEREIRA (PAO V), Estratto di PAO PEREIRA e PAO QUASSIA AMARA (PAO V “FM”), Estratto di RAUWOLFIA VOMITORIA (ROVOL V), Estratto di GINGKO BILOBA (GINGKO V), Estratto di ARN d’ESCHERICHIA COLI K. 12 (REALD BUILD).


Il Cocktail del professor DI BELLA

Bloccare i fattori di crescita: una strada interessante e promettente

L’affare DI BELLA, in Italia qualche anno fa. Il suo “cocktail” combinava diverse sostanze o farmaci, la cui missione era di bloccare i fattori di crescita dei tumori. La sua concezione del trattamento consisteva in:

  1. bloccare i ricettori degli estrogeni per le donne (con Novaldex per esempio) e degli androgeni per gli uomini (con Androcur per esempio),
  2. bloccare la prolattina (Parlodel),
  3. somministrare un ormone, la somatostatina in semi-continuo o continuo,
  4. somministrare melatonina,
  5. prescrivere un antimitotico orale: ENDOXAN o VEPESIDE,
  6. far prendere una preparazione a base di retinoidi sotto forma di sciroppo.

In nessuna di queste raccomandazioni terapeutiche si può individuare un solo motivo per criticare DI BELLA.

Il trattamento di DI BELLA si basa su due pilastri:

  • la somatostatina,
  • la melatonina.

La somatostatina è stata isolata nel 1972. Si tratta di un ormone prodotto dall’ipotalamo e da alcune cellule gastro-intestinali. Svolge diverse attività fisiologiche, nel sistema neuro-endocrino, nel tratto gastro-intestinale e nel sistema nervoso.

Le sue azioni sono principalmente di tipo inibitore: inibizione di secrezioni neuro-endocrine ed esocrine, modulazione della trasmissione nervosa. Non si mette più in discussione nella scienza fondamentale la sua azione inibitrice sulla proliferazione cellulare.

Questa azione può essere diretta se esistono “recettori” specifici sulla cellula presa di mira.

In altri termini, ciò significa che se le cellule maligne che costituiscono un tumore o addirittura le eventuali metastasi, hanno ricettori della somatostatina, essa avrà un’azione diretta ed inibirà la loro proliferazione.

Ma in fin dei conti oggi si sa che pochi tipi di tumori possiedono questi ricettori (tumori neuro-endocrini). Uno studio approfondito è stato condotto all’Institut Gustave Roussy da Philippe ROUGIER ed è stato pubblicato.

Altri tumori possono presentare ricettori della somatostatina. Il loro numero è sicuramente molto più ridotto. È difficile valutare precisamente la percentuale della totalità dei tumori direttamente sensibili alla somatostatina.

Occorrerebbe eseguire sistematicamente uno studio sui recettori di tutti i tumori operati. I costi di uno studio di questo tipo superano le possibilità del bilancio del ministero della Sanità tanto più che potrebbe sfociare su possibili misure ancora più costose.

Ma l’azione della somatostatina può anche essere indiretta. In effetti, intermediari possono intervenire affinché la somatostatina possa agire.

Così la ricerca ha ormai dimostrato che la somatostatina può inibire:

  • fattori di crescita come la GH
  • fattori dell’angiogenesi.

Può modulare l’attività immunitaria.

Anche a livello cellulare, inibisce o stimola diverse azioni che intervengono sullo sviluppo e la proliferazione cellulare.

La somatostatina e l’octreotide rappresentano quindi un prodotto di indubbio valore in oncologia se le indicazioni vengono rispettate. La scienza medica l’ha dimostrato.

La melatonina, scoperta nel 1958 da LERNER, è un ormone prodotto principalmente dalla ghiandola pineale che si trova nel cervello. La sua sintesi ha luogo di notte a partire dal triptofano e dalla serotonina tramite l’azione di enzimi la cui attività dipende dalla percezione giorno/notte. Il suo picco di secrezione massima avviene verso le ore 2.00 del mattino.

L’organismo l’utilizza come regolatore del ritmo del sonno chiamato anche ritmo circadiano. Oltre alla regolazione ed al controllo del nostro orologio biologico, la melatonina possiede altre qualità che sono state messe in evidenza in questi ultimi anni. In particolare:

  • Stimolazione del sistema immunitario,
  • Protezione del sistema nervoso centrale,
  • Attività antimutagene su certe cellule maligne (tumori al seno ed alla prostata) ma possibilmente anche attività di proliferazione su altre (ovaio e linfomi), da cui la polemica e la contestazione da una parte della comunità scientifica,
  • Stimolazione del sistema riproduttivo e cardiovascolare,
  • Azione antiossidante potente, anch’essa contestata.

La qualità della melatonina, più o meno purificata, sembra avere un grande influsso sui risultati.

La melatonina riscontra un enorme successo negli USA per le sue proprietà antiossidanti ed anti-invecchiamento. Viene registrata come integratore alimentare in America, ma come farmaco in Europa.

Gli altri farmaci impiegati nel cocktail di DI BELLA

Le antiprolattine

La prolattina, secreta dall’ipofisi (ghiandola endocrina collegata al cervello) è anch’essa un ormone. È un fattore di crescita.
Si sa da parecchio tempo che alcuni tumori vengono scoperti in donne che hanno un tasso di prolattina elevato.

Inoltre gli ansiolitici ed il Dogmatil favoriscono la secrezione di questo ormone e sono contro-indicati nelle persone affette da cancro.

È quindi logico prescrivere Parlodel, come faceva DI BELLA, a malati di cancro per bloccare la secrezione della prolattina.

La ricerca fondamentale ha dimostrato recentemente che la prolattina è un fattore importante che favorisce la crescita dei tumori al seno ed alla prostata.

Oltre alla prolattina in circolazione, i tessuti delle ghiandole mammarie e prostatica producono prolattina, la quale agisce nel suo ambiente locale e stimola ancora di più la crescita tumorale del tessuto tramite un meccanismo chiamato “anello di azione autocrino/paracrino”.

Tutti i tumori mammari e prostatici umani esprimono il ricettore della prolattina. Nuove molecole sono alla prova nello scopo di bloccare questo anello di azione autocrino/paracrino.

Gli anti-estrogeni

Gli estrogeni sono fattori di crescita. Che cosa c’è di più logico nel pensare di bloccarli?

Certo, occorre che le cellule maligne prese di mira dalla terapia siano portatrici di recettori degli estrogeni. Ma si sa che oltre ai tumori al seno, altri tipi di tumori hanno questi recettori.

È vero per alcuni tumori al rene ed all’ovaio, alcuni tumori ORL, una parte dei melanomi e degli adenomi al polmone.

A parte il tamoxifeno (Nolvadex), si possono impiegare altre molecole come il Femara per esempio. Di nuovo, come potete constatare, DI BELLA faceva solo applicare dati del tutto accademici.

I retinoidi

Non occorre più dimostrare l’azione bloccante sulla differenziazione tessutale della vitamina A (retinol). La differenziazione di una cellula o di un tessuto è sinonimo di normalità o benignità.

La vitamina A o retinoidi estratti da essa, in vitro, a contatto prolungato con una cellula maligna indifferenziata, la fanno trasformare ed evolvere verso la differenziazione. Così è successo che cellule maligne siano tornate ad essere normali.

Lo “sciroppo” DI BELLA è composto da retinoidi.

L’Endoxan o ciclofosfamide

Si tratta di un antimitotico, cioè un farmaco che uccide la cellula cancerosa sregolando o bloccando la divisione cellulare.

Si tratta di un prodotto antico ma ancora spesso impiegato in chemioterapia; è incluso in numerosi protocolli classici.

Assumerlo per via orale  soprattutto a dose molto bassa ed in monochemioterapia è una cosa discutibile. Questo modo di impiegarlo rischia di creare resistenze.

DI BELLA ha solo applicato nozioni conosciute da almeno 20 anni dalla scienza medica. La sua proposizione terapeutica è improntata di logica e può avere una certa efficacia.

Alcune persone si sono entusiasmate all’idea che il “cocktail” potesse essere più efficace di quanto lo fosse in realtà.

Detto questo, come per SOLOMIDÈS, come per BELJANSKI, come per ogni proposizione terapeutica nuova e futura, sarà la sperimentazione sull’uomo a provare o dimostrare la validità, l’efficacia reale ed i limiti di una terapia.

Esiste un universo tra la teoria, la logica, le sperimentazioni convincenti effettuate in laboratorio o sugli animali e l’efficacia sull’uomo. La cellula cancerosa è un nemico temibile. “Essa sa fare tutto e quando c’è qualcosa che non sa fare, impara a farlo in breve tempo, in un tempo troppo breve per noi.” La prima cosa che impara a fare è sventare i nostri tentativi e resisterci.

Un alto numero di ricercatori e di medici di valore e sinceri sono caduti nella stessa trappola, e DI BELLA come gli altri, nel credere e nel dichiarare troppo velocemente o/e troppo categoricamente che avevano scoperto come “guarire” il cancro.


Il vaccino del professor MARUYAMA

Il professor Chisato MARUYAMA, ex-preside della facoltà di Tokyo, è morto qualche anno fa. Aveva dedicato quasi trenta anni a studiare la tubercolosi e la lebbra, ed aveva inventato un vaccino contro questa ultima.

Si è poi accorto che questo vaccino frenava la proliferazione delle cellule maligne ed ha avuto l’idea di impiegarlo nel trattamento del cancro. In un primo tempo ottenne risultati incoraggianti sul cancro allo stomaco che è frequente in Giappone. Poi sul cancro della pelle.

Fin d’allora il vaccino è stato sperimentato su numerosi tipi di cancro. I pazienti a cui è stato somministrato dopo altre terapie (chirurgia, radioterapia e chemioterapia) hanno avuto una durata di sopravvivenza aumentata in modo significativo (stabilizzazioni lunghissime,fino a 10 anni, nei glioblastomi, tumori al pancreas e nel cancro allo stomaco).

Esistono tre tipi di vaccini: A, B, C. il vaccino C è riservato al trattamento della lebbra.

I vaccini A e B vengono impiegati nel trattamento del cancro in ospedali giapponesi.

Si tratta dello stesso prodotto (sostanza estratta dalla membrana del bacillo di KOCH (bacillo tubercolare umano), costituita da un polisaccaride e da un acido nucleico), ma presentato in due  concentrazioni diverse:

  • A = 1,00 c/c
  • B = 0,1 c/c

Non si può non essere stupiti della similitudine di questo prodotto con un altro prodotto che fu sperimentato verso gli anni 90 all’Institut Gustave ROUSSY e che era chiamato “Poly A – Poly U” e di cui non abbiamo più sentito parlare.

Il trattamento consiste in una cura di 40 iniezioni sottocutanee del vaccino A e del vaccino B a giorni alterni. È da notare un particolare importante: l’innocuità del trattamento è assicurata.

Come agisce?

MARUYAMA proponeva due teorie:

  • Attivazione del sistema immunitario,
  • Attivazione ed aumento della secrezione dall’organismo di citochine, in particolare di interferoni.

Non è molto facile ottenere il prodotto perché i problemi legati al trasporto e alle dogane sono molto frequenti. D’altro canto, si deve avere la prescrizione di un medico riconosciuto dall’ istituto di ricerca giapponese sui tumori.

Altri prodotti e tecniche presentano un certo interesse, non come trattamento specifico, ma come terapia di sostegno.

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Chi è il Dr. Lagarde

Philippe Lagarde è un rinomato medico specializzato in oncologia, conosciuto in tutto il mondo per le sue idee e tecniche innovative di applicazione delle cure per il cancro e dal suo immenso impegno sociale verso le persone affette dalla malattia.

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