Come costruire un trattamento di protezione e di sostegno intorno alle terapie oncologiche?

di Philippe Lagarde

La chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia, gli anticorpi monoclonali e l’immunoterapia moderna sono spesso tecniche essenziali per trattare la malattia almeno per il momento. Sono generalmente tossiche e possono persino spaventarci ancora di più della stessa malattia del cancro.

Questa tossicità è più o meno ben sopportata a seconda della terapia utilizzata, a seconda della sensibilità di ognuno, a seconda che il paziente riceva o meno un trattamento di sostegno e protezione e a seconda del modo di applicazione del trattamento.

Infatti il modo di somministrazione della chemioterapia può variare a seconda delle scuole, per esempio in modalità continua, in flash, distribuito su qualche minuto o qualche ore o giorni.

L’oncologia convenzionale conosce molto bene la tossicità delle sue armi e gli effetti collaterali che queste possono provocare. Se voi consultate le opere universitarie di oncologia, le ultime pagine (in generale) sono dedicate agli effetti collaterali, scritte in caratteri molto piccoli, come se si dovessero nascondere.

Conoscendo questi effetti collaterali, cosa potrebbe esserci di più logico che cercare di prevenirli?

La medicina convenzionale è diventata un maestro nel trattamento dei sintomi, ma ha trascurata a lungo il trattamento delle cause. Prevenire gli effetti collaterali è, a mio avviso, una strategia molto più intelligente.

Facciamo un esempio: sapendo che le antracicline sono molto tossiche per il cuore e che, d’altra parte, la vitamina E naturale protegge il muscolo cardiaco, cosa potrebbe essere più naturale che somministrarlo prima, durante e dopo l’antraciclina? Numerose pubblicazioni americane lo attestano.

Che complicazioni può dare alla terapia antimitotica, un’alimentazione adattata al paziente? Non è stato dimostrato che prima della chemioterapia è desiderabile mangiare leggero o addirittura digiunare il giorno del trattamento?

Di fronte a ciascuna sostanza antimitotica utilizzata, la medicina di sostegno offre una difesa di minerali, vitamine o piante, per prevenire più del 60% degli effetti collaterali provocati dalla chemioterapia e dagli anticorpi monoclonali.

Inoltre, enorme vantaggio, queste difese sono prodotti non tossici o poco tossici, soprattutto se confrontati con quelli che sarebbero utilizzati per trattare gli effetti collaterali una volta che si sono già innescati.

Sostenere e proteggere la funzione epatica

Dato che il fegato è un organo vitale, da una parte per digerire ed assimilare gli alimenti, e dall’altra parte per detossicare l’organismo, si capisce la necessità di proteggerlo e di sostenerlo di fronte alla tossicità della chemioterapia anticancerosa o di ogni altro trattamento chimico. Il fegato svolge un ruolo chiave nella neutralizzazione di prodotti chimici e di eventuali tossine liberate tramite l’azione o la degradazione di questi prodotti.

Questa detossicazione si svolge in due fasi successive:

  • Prima tappa: neutralizzazione di sostanze tramite un sistema enzimatico (citocromi P450) e/o trasformazione in sostanze intermediarie anch’esse molto tossiche e di radicali liberi.
  • Seconda tappa: neutralizzazione di queste sostanze intermediarie tramite associazione con “netturbini” (glutatione, taurina, glicina) o reazioni chimiche (sulfatazione, acetilazione, metilazione) portando alla formazione di molecole pronte ad essere eliminate. Queste molecole sono chiamate molecole polari.

Conoscendo questi dati scientifici fondamentali, come si può non capire la necessità di intervenire prima, durante e dopo i trattamenti chimici anticancerosi?

Prima raccomandazione: occhio all’alimentazione. Occorre non sovraccaricare un fegato già ampiamente intossicato dai farmaci.

Seconda raccomandazione: ricordarsi sempre che i medicinali sono tra i maggiori nemici del fegato, dei reni e dell’intestino.

Occorre quindi sopprimere le bibite alcoliche o contenenti sostanze chimiche e sintetiche, diminuire al massimo i grassi animali, evitare le fritture, i dolci, le salse, gli zuccheri semplici, l’aspartame gli altri edulcoranti.

Privilegiare un’alimentazione basata su poco fruttosio, poca frutta, verdure, carni bianche, pesce, pasta e pane integrale senza glutine. Mangiare il meno possibile formaggi e latte.

Consiglio di assumere:

  • “Netturbini” e nutrimenti per sostenere i citocromi P450: ALFA GLUTATIONE, Selenio, Vitamina E, Vitamina C, complesso B senza la vitamina B12, Zinco, Magnesio, Manganese, L-cisteina, ecc.
  • Sostanze in grado di drenare che aiutano l’escrezione delle molecole polari: Desmodium ascendens, composti fitoterapici, sierocitoterapia, ecc.
  • Un prodotto drenante e depurativo è il Draina Complex a base di cardo mariano e carciofo.

Sostenere e proteggere la funzione renale

Anche i reni sono organi indispensabili per eliminare i prodotti chimici e le tossine derivate dalle loro degradazioni.

Alcuni prodotti di chemioterapia sono particolarmente aggressivi per la funzione renale, in particolare i derivati del platino che rappresentano attualmente la base di numerosi protocolli.

Il farmaco numero uno per proteggere il rene è l’acqua, di buona qualità. All’inizio dell’uso del CISPLATINO, più di 100 bambini colpiti da nefroblastomi (tumore di origine embrionale del bambino) sono morti per mancanza di un’idratazione protettrice dei reni durante l’applicazione del trattamento.

La sperimentazione animale non aveva individuato una tossicità renale particolare. Fin d’allora, l’idratazione per proteggere il rene è obbligatoria.

Anche se gli altri prodotti di chemioterapia non hanno una tossicità renale così alta, è comunque logico proteggere ed aiutare la funzione renale.

Il consiglio è semplice: bere almeno 2 litri al giorno d’acqua pura e poco mineralizzata durante il trattamento ed i giorni successivi.

Abbiate prudenza con l’acqua alcalina, non più di una settimana al mese.

E ancora, utilizzare sistematicamente sostanze drenanti fitoterapiche DESMODIUM ADSCENDENS e DRAINA COMPLEX ed utilizzare il sale con parsimonia. Non esitate a sopprimerlo se necessario durante la durata del trattamento, in particolare se esso contiene del cortisone (il che è frequente).

Anche qui i SEROCYTOLS, nelle farmacie svizzere, di tipo EMUNTORI, DVPF e RENE sono molto efficaci.


Sostenere e proteggere l’intestino

L’azione tossica dei prodotti di chemioterapia, ma anche della radioterapia si svolge a due livelli:

  • Lesione della mucosa;
  • Distruzione della flora intestinale, cioè dell’ecosistema intestinale.

È ovvio che l’uso coniugato di queste due terapie durante i trattamenti dei tumori rettocolici, dell’esofago o dell’orofaringe dà luogo ad effetti collaterali spaventosi ed estremamente dolorosi.

È quindi imperativo proteggere e sostenere l’intestino preventivamente, e poi durante tutto il periodo del trattamento.

Proteggere la mucosa intestinale si può fare con “prodotti” che si trovano in farmacia, ma che possono presentare inconvenienti. L’inconveniente principale risiede nella frequente insorgenza di costipazione, il che non è auspicabile.

Alcuni farmaci possono ostacolare l’azione della radioterapia. Raccomandiamo l’impiego di un rimedio vecchio come il mondo, il brodo ai 4 cereali d’Ippocrate, che è molto efficace e soprattutto senza inconvenienti.

NOTA
Brodo ai 4 cereali: un pugno di grano, di orzo, di avena, di miglio in un litro d’acqua. Far bollire mezz’ora, colare e conservare solamente il liquido. Posologia: una grande ciotola ogni giorno.

Ancora più importante è la protezione e la ricostituzione dell’ecosistema intestinale.

Lo sapete che i batteri costituenti la flora intestinale del vostro intestino sono più numerosi dell’insieme di tutte le cellule del vostro organismo? Oppure che esistono più di 500 specie batteriche diverse?

Questa microflora è saprofita, cioè formata di batteri che non sono aggressivi per l’organismo e vivono in esso, partecipando ai diversi fenomeni fisiologici.

Il ruolo di questa flora è molteplice e fondamentale.

È quindi logico, di nuovo, voler proteggere e se necessario riequilibrare o ristabilire una flora intestinale aggredita e più o meno (di rado totalmente) distrutta.

Perciò occorre somministrare al paziente da una parte i batteri saprofiti vivi che vengono chiamati “probiotici” e dall’altra, ingredienti alimentari che stimoleranno la loro crescita, ovvero i “prebiotici”.

  • I primi ripristineranno la flora dopo i trattamenti, inibiranno i batteri patogeni che hanno trovato il via libera e si opporranno alla comparsa di candidosi, rilanceranno e proteggeranno il sistema immunitario.
  • I secondi stimoleranno lo sviluppo di batteri benefici, produrranno acidi grassi polinsaturi favorevoli agli scambi cellulari, miglioreranno l’assorbimento intestinale degli oligo-elementi, regolarizzeranno il metabolismo del glucosio e del colesterolo.

Ma l’intestino e il suo microbiota (batteri intestinali),creano una stretta relazione con il cervello. Questa comunicazione avviene attraverso 4 vie:sanguigna, immunitaria, endocrina e nervosa, come descritto da Emeran Mayer. L’intestino è un secondo cervello.

A questo punto è comprensibile quanto l’alimentazione sia primordiale ed è importante anche lottare contro la stitichezza.


Proteggere il sistema nervoso

Numerosi prodotti di chemioterapia anticancerosa hanno una tossicità notevole per il sistema nervoso, in particolare i derivati del PLATINO, la VINCRISTINA e, in misura minore, il VEPESIDE. La radioterapia, per quanto la riguarda, genera una diminuzione della microcircolazione e fenomeni di fibrosi talvolta considerevoli.

Gli elementi fondamentali del sistema nervoso sono:

  • le cellule nervose o neuroni,
  • le sinapsi,
  • la guaina di mielina,
  • i neurotrasmettitori.

Un neurone è costituito da un nucleo e da un assone che finisce con ramificazioni, all’estremità delle quali si trovano le sinapsi. L’assone è il filo che trasporta l’influsso nervoso. È ricoperto di una guaina protettrice ed isolante, la guaina di mielina.

Più tipi di cellule sono presenti nel cervello:

  • i neuroni,
  • gli astrociti,
  • gli oligodentrociti e le cellule di Schwann (guaina di mielina).

Un nervo è costituito da numerosi assoni, ricoperti e protetti dalla guaina di mielina formata dalle cellule di Schwann. Contiene anche una vascolarizzazione.

L’azione tossica dei prodotti si svolge a tre livelli:

  • Lesione alla guaina di mielina e alle cellule di Schwann tramite la sovrapproduzione di radicali liberi e l’azione diretta di alcuni prodotti di chemioterapia.
  • Ammasso di sostanze tossiche (per esempio del platino che è un metallo pesante) a livello dell’assone.
  • Degradazione della microcircolazione che alimenta il tessuto nervoso.

Occorre quindi tentare di proteggere la guaina di mielina con l’assunzione di antiossidanti potenti come il GLUTATIONE, la vitamina E naturale , il co-enzima Q10, la L-CERNITINA, il complesso B (senzaB12).

Poi proteggere la microcircolazione tramite l’OMEGA 3-6-7-9 , gli antiossidanti ed i vasodilatatori (Gingko Biloba, Vite rossa).

Non dimenticate di mobilizzare (rieducazione costante).


Sostenere e proteggere il cuore e la microcircolazione

I prodotti di chemioterapia sono più o meno tossici per il sistema cardiovascolare. Tuttavia la famiglia delle antracicline (Adriblastina, Farmorubicina) è particolarmente aggressiva per il muscolo cardiaco.

Numerosi lavori americani hanno dimostrato l’importanza fin dall’inizio del trattamento con Adriamicina di proteggere il cuore dei malati con l’assunzione di vitamina E (tocoferolo) ad un dosaggio minimo di 300 mg al giorno e ciò in modo continuo durante tutto il periodo della cura. La soglia della dose totale tossica è raddoppiata.

La radioterapia, se interessa il torace, è anch’essa tossica per il cuore. Se il paziente cumula le due terapie, i rischi sono importanti. Il trattamento di protezione è quindi essenziale.

Si può utilizzare:

  • Omega 3-6-7-9
  • DELTA E da 300 a 1000 mg al dì,
  • Lecitina,
  • Sieroticol (Cuore e Vasi).

Proteggere le funzioni respiratorie

Il rischio principale è la fibrosi del tessuto polmonare. La BLEOMICINA, quando le dosi impiegate superano una soglia critica, può scatenare fibrosi evolutive spaventose. Anche la radioterapia.

Per questo motivo, occorre evitare fare la radioterapia insieme all’assunzione di BLEOMICINA. La stessa cosa vale per l’AMECITINA. L’impiego di questi prodotti in associazione con la radioterapia deve essere evitata, soprattutto su pazienti in insufficienza respiratoria.

Per proteggere, sostenere e recuperare una funzione respiratoria, possono essere utilizzati:

  • DELTA A, DELTA E
  • Sali Minerali BIOCEAN,
  • Alfa Glutatione (questo è l’elemento più importante per prevenire la fibrosi),
  • Gingko Biloba VITIGIN COMPLEX ed Omega 3-6-7-9 ,
  • Sierocitol (Polmone, pulmo-neural)
  • Canto, yoga.

Sostenere e proteggere il sistema immunitario

Il sistema immunitario è un sistema di difesa che protegge l’organismo dai micro-organismi patogeni invasivi e dal cancro. È in grado di creare un’elevatissima varietà di cellule e di molecole suscettibili di riconoscere ed eliminare specificamente un numero quasi illimitato d’invasori estranei. Queste cellule agiscono insieme in un sistema complesso.

Le cellule che costituiscono il sistema immunitario derivano da cellule staminali che vengono prodotte in continuazione dal midollo osseo.

In prevenzione è importante sorvegliare e mantenere in buono stato il proprio sistema immunitario, e ciò per due motivi principali:

  1. È probabile che sia capace di distruggere alcune cellule cancerose in formazione o alcuni virus oncogeni, per esempio, il papillomavirus.
  2. Protegge da complicazioni infettive che accompagnano la malattia cancerosa. Occorre sapere che un decesso su tre è dovuto ad una complicazione infettiva.

Occorre quindi regolare il sistema immunitario se ne ha bisogno.

Abbiamo visto che spessissimo il sistema immunitario del malato di cancro non è per niente indebolito, ma al contrario stimolato. Sono più spesso le terapie anticancerose a provocare l’immunodepressione che la malattia, eccetto alla fine dell’evoluzione.

In prevenzione, occorrerà quindi in un primo tempo valutare lo stato reale del sistema immunitario. Ci sono due esami che permettono di fare il punto rapidamente: la Cancerometria di VERNES ed il CEIA.

Se il sistema immunitario è carente, occorrerà riequilibrarlo. Se è troppo stimolato, rischia di bloccarsi per eccesso ed al contrario occorrerà calmarlo.

Cosa fare per sostenerlo se è debole?

Paragono il sistema immunitario ad un motore di macchina. Affinché funzioni, occorre un carburante, acqua, una batteria, olio ed un motorino d’avviamento.

Il carburante del sistema immunitario sono i minerali e gli oligo-elementi (Cu, Au, Zn, Mg, Fe, Mn, ecc.). Il plasma di Quinton BIOCEAN li contiene tutti.

L’acqua è l’acqua. La batteria è l’intestino e la sua flora batterica. L’olio sono la vitamina A, vitamina B, vitamina E, vitamina C ed infine il motorino d’avviamento è l’impulso che occorrerà dare grazie ad un immunostimolante o meglio ancora un immunomodulante (che regola un sistema sia esso debole o troppo attivo) per far partire il motore.

Occorrerà essere particolarmente cauti per i soggetti che hanno subito shock psicologici oppure fisici.

Questi provocano un blocco o un indebolimento provvisorio ma spesso profondo. È famoso l’esempio del grande sportivo o dello studente.

Lo stress precedente una grande competizione o un esame importante provocano spesso il crollo delle difese immunitarie e la comparsa di un’infezione ORL. È la sindrome dell’angina da stress.

Così la perdita di una persona cara, un controllo degli agenti della finanza, un fallimento, un divorzio, sono altrettante situazioni in grado di provocare la debolezza improvvisa di un sistema immunitario e di fare il gioco di una malattia che sta al primo stadio.

Occorre quindi in questi casi pensare a regolare il sistema immunitario.

Cosa fare se è troppo stimolato?

Conosciamo un caso preciso di difese immunitarie troppo efficaci. Sono le malattie allergiche. L’esempio classico è l’asma.

In prevenzione della malattia cancerosa, è necessario mantenere le difese immunitarie nei limiti superiori giusti. In fin dei conti, è spesso meno facile regolare gli eccessi che le carenze.

L’impiego di immunomodulanti (SEROCYTOL per esempio) rimane l’arma più potente a nostra disposizione insieme al riequilibrio del sistema colloidale tramite il CEIA.

Sostenere e proteggere il midollo osseo

I farmaci antitumorali (chemioterapia, anticorpi monoclonali) o la radioterapia causano effetti collaterali particolarmente marcati quando presentano una significativa tossicità del midollo osseo.
Il midollo osseo è incaricato di produrre l’insieme delle cellule sanguigne: globuli rossi che trasportano ossigeno, piastrine che partecipano alla coagulazione e i globuli bianchi, di cui i più importanti, i neutrofili, indispensabili per combattere le infezioni.
Il midollo osseo è distribuito nel corpo a livello delle ossa, in particolare delle ossa piatte (scapole e bacino). Dopo l’irradiazione delle suddette aree, il midollo osseo non è più in grado di produrre nuove cellule sanguigne come di norma. Ciò porta all’impossibilità di riutilizzare successivamente la radioterapia ma anche la chemioterapia. Se ciò accade, siamo quindi obbligati ad accettare il trapianto di midollo osseo, con tutto quel che ne consegue.
Tutti questi problemi derivano dal fatto che le terapie oncologiche convenzionali hanno un’azione particolarmente aggressiva sulle cellule che si moltiplicano rapidamente, come alcune cellule tumorali, le cellule staminali che costituiscono il midollo osseo, le cellule della pelle e le cellule delle mucose.


Come prevenire e come proteggere?

Questa è, probabilmente, la parte più difficile da fare. Intervengono molti parametri, il primo è che siamo tutti diversi, più o meno sensibili, più o meno resistenti, più o meno adulti e di sesso diverso.
Ancora una volta questo dipenderà dal nostro terreno che abbiamo ereditato, ma anche acquisito e dunque che abbiamo creato con il nostro modo di vivere. Lo stato di un midollo o di un fegato dipende da come ci si alimenta oppure da quanto si ha fumato durante la vita. I risultati dipenderanno da tutto questo e sicuramente la lista non è completa.
È necessario proteggersi con gli antiossidanti (C, E, Selenio, Melatonina, acido lipoico), utilizzare il Ginkgo Biloba che è una pianta speciale in quanto è l’albero che è resistito a Hiroshima, Silicio, Alpha Glutatione (TAD 600), vitamina A naturale, bere e alimentazione rigorosa.

Sostenere e proteggere il sistema endocrino

Il sistema endocrino è un insieme di ghiandole e cellule che producono ormoni e li rilasciano nel sangue.
I più conosciuti al grande pubblico sono ovviamente la tiroide, il pancreas, l’ovaio e i testicoli. Non tanti sanno che il cuore e i reni svolgono un ruolo nel sistema endocrino. Per nulla ovvio, è il ruolo dell’ipotalamo (pressione arteriosa), della paratiroide (controllo del calcio), del timo (sistema linfatico e difese immunitarie), delle ghiandole surrenali (frequenza cardiaca, pressione arteriosa, bilancio idrico-salino, ormoni sessuali) e infine delle cellule neuroendocrine che agiscono come cellule nervose e che si disperdono in tutto il corpo.
Quando siamo consapevoli dell’importanza di questo sistema ormonale e della sua relativa fragilità, capiamo immediatamente che le malattie, il cancro in particolare, ma soprattutto le terapie aggressive come la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia, la terapia ormonale e immunoterapia, vanno ad alterare l’equilibrio delicato del sistema endocrino. Aggiungo per inciso che anche il nostro stile di vita, l’alimentazione e lo stress svolgono un evidente ruolo perturbante che si aggiunge a tutto questo.
Un ruolo molto importante che la medicina integrata può svolgere è quello di proteggere il più possibile i pazienti sottoposti a terapia pesante. Il corpo umano è una macchina straordinariamente resistente, ma coloro che applicano questi trattamenti dovrebbero ricordare che “Cavallo che va piano, va lontano”.
Prima di pensare a qualsiasi apporto ormonale, è necessario valutare, mediante esami biologici, se vi è una carenza o un eccesso dell’ormone mirato. Non si può giocare con gli ormoni a occhi bendati.
Gli ormoni provenienti da fonti esterne (generalmente sintetiche) spesso mutano i livelli ormonali del paziente: i contraccettivi, gli ormoni sostitutivi, gli steroidi anabolizzanti, i perturbatori endocrini (bisfenolo A).
Inoltre, il cancro può avere origine in un organo del sistema endocrino e far aumentare i livelli ormonali e conseguentemente provocare diversi disturbi.
Per proteggere il paziente dalla tossicità della radioterapia, i radioterapisti adottano varie misure, ad esempio:

  • posizionano delle protezioni al piombo nel miglior modo possibile,
  • utilizzano dosi molto frazionate,
  • modulano l’intensità con il controllo del respiro.

Ma comprendiamo che nonostante tutto, questa terapia rimane molto tossica e gli effetti collaterali dipenderanno da:

  • innanzitutto gli organi che si troveranno nel campo di radiazione, gran parte di questi appartengono al sistema endocrino.
  • le dosi totali applicate.

Gli organi più sensibili sono il midollo osseo (aplasia), i polmoni (fibrosi), il fegato (epatite), l’intestino (ulcera, fibrosi), il cuore (pericardite, miocardite), le ovaie (sterilità), i reni (sclerosi), la pelle (sclerosi), e il sistema linfatico (edema e grandi braccia).
Sarà lo stesso con i farmaci in generale, ma in particolare con la chemioterapia.
E normalmente, queste due armi saranno combinate, purtroppo moltiplicando le loro azioni antimitotiche tanto quanto i loro effetti collaterali.
Come proteggersi?
Innanzitutto, usare la nostra arma principale che è sempre l’antiossidante.
Per essere il più efficace possibile, devono essere osservati tre principi:
1- Associare gli antiossidanti perché si potenziano a vicenda. Ci sono 7 antiossidanti essenziali: Vitamina C, Vitamina E, Alfa-glutatione, Acido lipoico, Selenio, Zinco e Melatonina.
2- In nessun caso dovrebbero ostacolare l’azione delle terapie antitumorali. Tuttavia, per evitare questo problema è consigliabile sospendere questi antiossidanti durante il periodo di applicazione della radioterapia e il giorno di iniezione della chemioterapia.
3- Drenare: Bere, Fitoterapia con DESMODIUM, Draina Complex.

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Chi è il Dr. Lagarde

Philippe Lagarde è un rinomato medico specializzato in oncologia, conosciuto in tutto il mondo per le sue idee e tecniche innovative di applicazione delle cure per il cancro e dal suo immenso impegno sociale verso le persone affette dalla malattia.

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