Nei tempi antichi, le foglie di vite rossa erano utilizzate dagli elleni, la popolazione della Grecia antica, e dai romani per curare le ferite, le infiammazioni, i gonfiori e i problemi legati all’apparato circolatorio, servendosi di impacchi e decotti.
Un famosissimo medico dell’antica Grecia, conosciuto come il Padre della Medicina, Ippocrate, consigliava l’uso della vite, e nello specifico della vite rossa, per trattare i geloni e le vene varicose.
In India la Medicina tradizionale utilizzava la vite per diversi malesseri, tra cui vomiti, disturbi emorroidali, disuria (difficoltà a urinare) e problemi della pelle, compresa la scabbia.
Allo stato attuale, gli studi scientifici confermano le sue virtù antiossidanti.
I polifenoli e gli antociani delle sue foglie e dei semi della vite rossa hanno eccellenti qualità antiossidanti con conseguente azione protettiva contro l’ossidazione dei vasi sanguigni e delle cellule.
I componenti caratteristici di questa meravigliosa pianta sono validi per diminuire la fragilità capillare, rinforzare i vasi sanguigni, rendendo migliore la circolazione venosa.
In ambito scientifico le ricerche hanno confermato che la vite rossa può ridurre i sintomi dell’insufficienza venosa cronica (dolore alle gambe, pesantezza o gonfiore agli arti inferiori, prurito) per merito del suo effetto drenante.
Anche nei claims del Ministero della Salute vengono pubblicate le seguenti indicazioni ufficiali sulla Vitis vinifera:
- Funzionalità del microcircolo (pesantezza delle gambe)
- Antiossidante
- Regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare
- Integrità e funzionalità delle membrane cellulari
- Trofismo e funzionalità della pelle
- Contrasto dei disturbi del ciclo mestruale
- Funzionalità articolare.
Oramai possiamo affermare che nel contesto medico/scientifico sono indubbie le sue notevoli qualità.


